Pisco Montano di Terracina

Il Pisco Montano è uno dei monumenti naturali e storici più iconici di Terracina, celebre soprattutto per l’imponente opera ingegneristica romana che lo caratterizza.
Il Taglio di Traiano
In origine, la rupe del Pisco Montano scendeva a strapiombo fino al mare, impedendo il passaggio diretto lungo la costa. Chi percorreva la via Appia era costretto a una deviazione faticosa, risalendo il monte per circa 147 metri.
Intorno al 109-112 d.C., l’imperatore Traiano ordinò il taglio della rupe per permettere alla variante della via Appia (la Via Appia Traianea) di scorrere lungo il mare. Questa operazione titanica portò alla rimozione di oltre 13.000 metri cubi di roccia.
  • Numeri romani: Sulla parete verticale sono ancora visibili i segni del progresso dello scavo, indicati con numeri romani (da CXX a VI) che segnavano l’altezza raggiunta, per un totale di circa 38 metri (120 piedi romani).
Confine e Dogana
In epoca post-classica, il Pisco Montano assunse un’importanza strategica fondamentale:
  • Porta Napoletana: Ai piedi della rupe fu costruita una porta fortificata, nota come Porta Napoletana o Porta Napoli.
  • Dogana: Per secoli, questo punto segnò il confine fisico e politico tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli (poi Regno delle Due Sicilie), fungendo da dogana e posto di controllo.
Leggende e Curiosità
  • Il rifugio dei briganti: La zona era nota per essere turbolenta e frequentata da briganti. Una leggenda locale narra che la rupe nascondesse il rifugio del brigante Giuseppe Strilli.
  • Usi moderni: Fino a tempi relativamente recenti, all’interno di una cavità naturale della rupe era presente una piccola abitazione, un tempo utilizzata come bottega di souvenir.
Oggi il Pisco Montano è un simbolo della città e parte integrante dell’area del Tempio di Giove Anxur.

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