Agostino Burberi…
Agostino Burberi, il primo allievo di Barbiana: “La parola è libertà”
Dall’incontro con Lorenzo Milani alla guida della memoria di una scuola che ha rivoluzionato l’educazione: la storia di Agostino Burberi, testimone diretto di un’esperienza ancora attuale
BARBIANA — Tutto comincia con un incontro, in un luogo isolato dove lo Stato arrivava poco e la scuola ancora meno. È il 1954 quando un giovane prete, Lorenzo Milani, viene mandato a Barbiana. Tra i primi a bussare alla porta della canonica c’è un bambino: Agostino Burberi.

Sarà il primo allievo. Ma soprattutto sarà uno di quelli che non se ne andranno mai davvero.
“A Barbiana ho capito che la parola è lo strumento più importante per essere liberi.”
Una scuola controcorrente
Niente voti, niente bocciature, niente orari tradizionali. A Barbiana si studia tutto il giorno, insieme, partendo da chi resta indietro. È una scuola che ribalta le regole: non seleziona, ma include.
Da quell’esperienza nascerà Lettera a una professoressa, testo collettivo che denuncia le ingiustizie del sistema scolastico italiano.
Burberi non è solo uno studente: è parte attiva di quel laboratorio di pensiero critico.
“Sortirne da soli è l’avarizia, sortirne insieme è la politica.”
Una frase diventata simbolo. Un’idea di scuola che è anche un’idea di società.
Dal banco alla fabbrica
Finita l’esperienza di Barbiana, Burberi porta quei valori nel mondo del lavoro. Diventa sindacalista nella CISL, nel settore tessile.
Non è una scelta casuale: è la prosecuzione naturale di un percorso iniziato tra i banchi improvvisati della canonica.
“Don Milani ci ha insegnato a non accettare le ingiustizie come se fossero naturali.”
La memoria come impegno
Oggi Agostino Burberi è presidente della Fondazione Don Lorenzo Milani. Ma più che un ruolo istituzionale, il suo è un compito civile: trasmettere un’eredità.
Incontri nelle scuole, conferenze, testimonianze. La sua voce continua a raccontare Barbiana non come un mito, ma come un’esperienza concreta, replicabile nei suoi principi.
“Barbiana non è nostalgia. È una proposta per il presente.”
Una lezione ancora aperta
In un’Italia in cui la scuola continua a fare i conti con disuguaglianze e dispersione, la storia di Agostino Burberi resta attuale. Non come ricordo, ma come sfida.
Perché Barbiana, più che un luogo, è un’idea: quella che nessuno debba restare indietro.
E Burberi, che da quel primo giorno non ha mai smesso di raccontarla, ne è la prova vivente.